Viaggio di istruzione a Napoli

Reportage giornalistico

Progetto “Economia sociale antidoto all’ economia criminale”

Noi, studenti della classe IV dell’Istituto Tecnico Maitani, abbiamo avuto l’opportunità ed il piacere di partecipare ad un progetto innovativo e nel contempo eticamente importante dal titolo:

“Economia sociale antidoto all’economia criminale”.

Il coordinatore, prof.Mauro Baldascino ,è stato il promotore di questa attività che ci ha permesso di intraprendere un percorso educativo molto interessante e coinvolgente anche dal punto di vista umano. Il progetto si è articolato attraverso cinque fasi:
abbiamo  trattato, a livello teorico, il tema della mafia, chiedendoci cosa fosse, come nel nostro Paese essa si manifesta, in quali forme, e come poterla sconfiggere.
Per sensibilizzare gli studenti abbiamo organizzato un incontro con le classi partecipanti e con i rappresentanti delle rispettive classi dell’istituto.
Sono stati chiamati degli ospiti: Salvatore De Sienna e Amerigo Sirianni, componenti della band “Parto delle nuvole pesanti”, insieme a Tommaso Dionisi, segretario generale della FLC e CGIL.

Inoltre abbiamo ricordato in occasione della giornata della memoria, che si celebra ogni 21 marzo, il primo giorno di primavera, le vittime di mafia.
Il  viaggio di istruzione, svoltosi nei giorni 19, 20 e 21 aprile, inoltre ci ha permesso di verificare sul campo ciò che avevamo studiato a scuola. La destinazione è stata per l’appunto Napoli. Abbiamo visitato e conosciuto l’aspetto culturale e storico della città.

 

 

 

La prima tappa è stata il Pio Monte della Misericordia. Un’istituzione laica del 1800, la quale al suo interno ospita una chiesa dove vi è la tela delle “Sette opere di misericordia” del Caravaggio. Lo scopo di questa istituzione era quella di fare attività benefiche per la città. Di recente è diventata un museo.

 

Successivamente abbiamo visitato il Monastero di Santa Chiara, con all’interno un chiostro interamente ricoperto di maioliche amalfitane.
Poi abbiamo potuto ammirare “Il Cristo velato” nella Cappella di San Severo, una delle più famose sculture in marmo conosciute a livello mondiale.

 

 

 

Durante la visita della città abbiamo attraversato il decumano chiamato “Spaccanapoli” dove si possono trovare i negozi e i cibi tipici della città. Ulteriore tappa è stata a Piazza del Plebiscito, Teatro San Carlo e il Maschio Angioino un antico castello medievale e rinascimentale.

Infine siamo andati a conoscere l’altra faccia della medaglia di Napoli, quella negativa, ma che allo stesso tempo ci ha permesso di rispondere a tante delle nostre domande che ci eravamo fatti prima di intraprendere questo percorso.
Grazie al viaggio, abbiamo toccato il tema cruciale del progetto. Abbiamo conosciuto, infatti, esperienze esemplari di Imprese, che hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini, attraverso l’uso dei patrimoni sottratti alle mafie.
Prima di tutto siamo stati accolti dall’Associazione ONLUS “La forza del silenzio”. Una cooperativa con attività socio-sanitarie di persone affette da autismo. Abbiamo pranzato nella “N.C.O.”, la Nuova Cucina Organizzata, cooperativa con attività di ristoro.

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente abbiamo conosciuto il comitato di promozione sociale, e viaggi responsabili della “Casa Don Peppe Diana”. Per concludere siamo andati a visitare, sempre a Casal di Principe, l’altra cooperativa sociale, una cioccolateria chiamata “Dulcis in fundo”.

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, osservando con attenzione queste cooperative, e ascoltando con interesse e curiosità i racconti di queste persone, abbiamo capito che il loro scopo è semplicemente quello di riappropriarsi dei diritti che hanno tutti gli esseri umani in quanto tali, il diritto di non dover dipendere dalle volontà di un sistema che agisce solo ed esclusivamente attraverso attività illecite, e che sfruttano le difficoltà economiche di questa popolazione per allargare la propria macchia fatta di illegalità e spietatezza.

Inoltre abbiamo imparato che attraverso l’azione di queste “imprese sociali” si può dare lavoro ai giovani, evitando che finiscano nelle mani dei mafiosi. Queste esperienze fatte sui beni confiscati alle mafie permettono, inoltre, di promuovere modelli culturali antimafia, che si fondano sulla solidarietà verso i più deboli e i principi di legalità e giustizia, anziché la violenza ed il sopruso.

 

 

La nostra ultima tappa è stata la meravigliosa Reggia di Caserta, palazzo reale del 1700 dei Borboni di Napoli. Costituita da un parco attraversato da un viale di 3 km, costeggiato da fontane che collegano il Giardino all’Italiana al Giardino all’Inglese. Al termine del viale ci siamo soffermati nell’osservare meravigliati la grande cascata con il gruppo di Diana e Atteone raffigurati nella scena della caccia.

 

Giada Provenzani
Margherita Baffo
Lucia Rumori
Sara Innocenzi